La tunica dell’Orefice di Grupignano

In occasione della terza edizione dell’evento che organizziamo, Anno Domini 568, abbiamo presentato un corredo interamente ricostruito dalla nostra associazione in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli. Si tratta della cosiddetta “tomba dell’orefice” , scavata a Grupignano presso Cividale.
La particolarità di questa sepoltura, sulla quale non mi dilungherò, è la presenza di un set di 3 incudini per lavori minuti, interpretate come attrezzi per lavori di gioielleria, affiancate da una preziosa fibbia in argento.

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Il set di incudini e la fibbia d’argento della tomba dell’orefice nella versione riprodotta

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Il corredo originale, esposto al Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli

Il mio compito è stato ideare una tunica adeguata al corredo e realizzarla mantenendo un approccio rigoroso adeguato al contesto ricostruttivo, trovandomi presto di fronte ad una serie di difficoltà e di scelte rischiose.

Come prima cosa la sepoltura, pur ricca di dati per quanto riguarda il materiale metallico, non conserva nessuna traccia tessile e, per tanto non mi dava nessun indizio riguardo al possibile abbigliamento dell’inumato.

 

 

 

Secondariamente, a mio avviso la ricchezza della fibbia cozzava con il resto del corredo, generalmente scarno, rendendomi difficile immaginare il grado di ricchezza dell’abbigliamento.

Si trattava di un individuo benestante, sepolto con i suoi attrezzi da lavoro? O era la fibbia il suo unico oggetto personale di reale valore? Dovevo quindi scegliere un abbigliamento sfarzoso adatto alla fibbia o scegliere di riprodurre degli abiti modesti, adatti ad un lavoratore?

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La fibbia nella sua teca

In mancanza di una soluzione che prevalesse sull’altra ho deciso di optare per una via di mezzo, realizzando una tunica non sfarzosa ma dignitosa in un materiale moderatamente lavorato.

Thorsberg_TunicHo scelto infatti una lana spinata sui toni del marrone, tinta in filo, tenendola relativamente aderente al busto del membro dell’associazione che avrebbe impersonato “l’orefice” durante il nostro evento, utilizzando come reperto di riferimento la nota tunica di Thorsberg (nella foto a fianco) ,datata al IV secolo e ritrovata in una torbiera in Germania.
Si tratta di una tunica dalle linee molto semplici, priva di decorazioni, aderente al busto ed alle braccia.

Per la realizzazione ho utilizzato tecniche e punti compatibili con l’epoca ed i reperti di riferimento,

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Trattamento del filo di lino con cera d’api

Ho lavorato senza cartamodello, senza spilli e senza imbastiture, utilizzando un ago in bronzo che è stato necessario affilare alcune volte a causa della sua tendenza a perdere la punta dopo alcune ore di utilizzo.
Ogni cucitura, realizzata con filo di lino trattato con cera d’api  è stata accuratamente ribattuta e messa in sicurezza con un  filler thread in lana marrone naturale, filato a mano un paio d’anni prima e conservato in attesa di un adeguato utilizzo, in modo da evitare che il margine si deteriorasse con la frizione dovuta all’uso.
Ho scelto uno scollo arrotondato e privo di paramonture, sia in riferimento alla tunica presa a modello, sia perchè ritenevo che la trama già lavorata della stoffa rendesse pleonastica l’aggiunta di ulteriori decorazioni. Il risultato è una tunica dall’aspetto robusto, in un tessuto sia funzionale che gradevole alla vista, di un colore intenso ma facilmente realizzabile senza investire in pigmenti raffinati, realizzata senza spreco di tessuto ma senza essere esageratamente parchi nei tagli.
L’intero processo ha richiesto circa due giorni di lavoro e credo che, nonostante la difficoltà di individuare una soluzione ideale, il risultato sia adeguato a rappresentare l’abbigliamento di un artigiano di medio rango.

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La tunica finita

 

 

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The “Grupignano Goldsmith” ‘s Tunic

During our event’s (Anno Domini568) third edition, we displayed a set of grave goods, fully reconstructed by our members during a cooperation with the National Archaeological Museum in Cividale del Friuli.
The chosen tomb is the so called “Goldsmith’s grave”, excavated in Grupignano, near Cividale.
The tomb’s main feature is the presence of a set of three very small anvils, thought to be the goldsmith’s tools, along with a fancy silver belt bucle.

My task was to design a tunic consistent with the grave goods and to sew it while keeping a stricht approach, suitable for the reconstruction context, soon having to make some difficult decisions.
First the grave, rich in iron materials, didn’t have any textile trace and therefore didn’t give any useful information for the tunic reconstruction.
Second, in my opinion the fanciness  of the buckle argued with the other items in the kit, which was rather poor, giving me trouble in picturing the richness degree of the garments.
Was he a well endowed man, buried with his working tools? Or was the buckle the only valuable item he possessed?
Should I opt for a rich garment to match the buckle, or should I choose to reproduce some more modest clothes, suitable for an artisan?

Since neither option prevailed on the other I chose a middle way, making a tunic which was not particularly rich but still made in a good, patterned fabric.
I chose, in fact, a brown wool herringbone fabric and cut the tunic to be fairly tight, fitting the “Goldsmith” ‘s chest and arms, taking inspiration from the well known Thorsberg tunic (see picture), excavated in a bog in Germany and dated IVcentury.
It’s a very simple tunic, without any visible decoration, quite tight on the chest and the arms.
For the actual sewing I used techniques and stitches consistent with the century and the findings, working without a toile or a paper pattern, avoided using pins and basting, with a bronze needle I had to sharpen every once in while due to its tendency to get dull after a couple of hours.
Each seam it’s sewn with waxed linen thread, and the seam allowances are secured to avoid fraying, using a filler thread in natural brown wool I spun a couple of years ago and kept aside waiting for a proper use.
I chose a round shaped neck opening, without decorations, both because of the tunic I was taking inspiration from and because the patterned wool didn’t need any.
The result is a solid looking tunic, in a fabric both sturdy and good looking, in a color which bright yet easy to plant dye without fancy pigments, made without wasting but also without being too stingy while cutting.
The whole process took around 2 days of work and, in my opinion, despite of the difficulties I had finding and ideal solution, the result it’s able to represent the clothes of a middle class artisan.

 

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